Back

Carne sintetica? Sì Grazie!

Il governo ha approvato un provvedimento che vieta la produzione di cibi sintetici in Italia. In nome della salvaguardia del “Made in Italy” si limita un mercato potenzialmente in forte crescita e a basso impatto ambientale.

Il disegno di legge prevede lo stop della produzione di alimenti derivati a partire da colture cellulari o tessuti di animali vertebrati: carne, pesce e latte sintetici. Per capire di cosa stiamo parlando è necessario fare qualche precisazione.

Il processo di produzione è simile a quello che viene fatto per ricostruire tessuti, anche umani, dopo ustioni gravi o cicatrici. Da una cellula estratta da un donatore vivente viene “coltivata” e moltiplicata in laboratorio per produrre del tessuto/muscolo 100% di origine animale.

Niente di fantascientifico quindi, niente chimica sostitutiva, soia o tofu ma carne e latte al 100%. La differenza sta nella scalabilità del processo produttivo. Se l’allevamento moltiplica gli animali per produrre la carne, la sintesi ne moltiplica direttamente le cellule, senza consumare suolo, mangimi e tutto ciò che serve per mantenere centinaia di migliaia di capi di bestiame.

Bisogna aggiungere che il disegno di legge non parla di importazione ma solo di produzione, di fatto obbligando a comprare cibi prodotti all’estero per chi ne voglia fare consumo. Più che una tutela del Made in Italy sembra l’ennesima arma di distrazione di massa, facendo leva sulla scarsa informazione sul tema e la barriera informativa necessaria per comprenderne con efficacia i processi.

Il governo parte dal presupposto che l’italiano medio non sa cosa sia la carne sintetica e non ne capisca il mercato o i processi di produzione. Cosa probabilmente vera ma non un buon modo di trattare i propri elettori.

L’informazione è il vero prodotto che manca, un’opinione informata, la capacità di giudizio critico derivata dalla conoscenza del tema in discussione. Ma se non sono le istituzioni/i giornali ad informare, è fondamentale che siano le aziende produttrici che dal commercio di questi prodotti vivono.

Se la propaganda spaventa i cittadini, dovrebbe essere interesse delle aziende informarli su cosa davvero sia questa terribile carne sintetica che minaccia in modo così aggressivo la cultura e la produzione italiana.

Ora non dico che Upside Foods (principale produttrice di carne sintetica al mondo) debba fare un corso integrativo di microbiologia a tutti gli italiani per spiegare cosa sia la carne sintetica, però non mi stupirei se nei prossimi giorni comparissero sulle pagine pubblicitarie dei giornali, delle campagne che in poche e semplici immagini raccontino un po’ come funziona e perché non tutto quello che si è detto è necessariamente vero.

Citando il loro sito “It’s science, but not rocket science”.

Articoli correlati

Alessandro Micale
Alessandro Micale