Back

Curiosity feeded the Ad

Cosa è successo nel mondo della comunicazione nel mese di dicembre? Scopriamolo insieme!

  • Zara ha ritirato la nuova campagna The Jacket e Puma non sarà più sponsor della nazionale israeliana.

Ora, più che mai, nel tempo delle connessioni iper veloci, bisogna fare attenzione a cosa si dice, cosa si mostra, cosa si fa.

La bufera è spesso dietro l’angolo e trovare il giusto modo di comunicare non è sempre semplice.

Come nel caso di Zara che qualche giorno fa ha dovuto ritirare la nuova campagna “The Jacket”

Gli utenti hanno accusato il marchio di “prendere in giro i palestinesi” vittime dei raid israeliani sulla Striscia di Gaza perché le modelle delle fotografie sono rappresentate tra macerie e manichini senza arti avvolti in sacchi bianchi. L’hashtag #BoycottZara è salito presto in cima nelle tendenze di X, mentre l’account Instagram del brand è stato invaso da migliaia di messaggi di protesta contro la campagna.

L’azienda ha rimosso le fotografie dal proprio sito web, nonostante la campagna sia stata approvata prima dell’attacco di Hamas. 

Sempre parlando di conflitti, sul lato opposto si colloca invece la decisione di Puma che non rinnoverà l’accordo di sponsor tecnico per il 2024 con la nazionale di calcio israeliana. Sarà una decisione casuale o collegata alle cronache di guerra? Infatti, nonostante l’azienda abbia fatto sapere che si tratti di una scelta presa più di un anno fa, è importante sottolineare come negli anni si siano moltiplicati gli appelli al boicottaggio da parte di attivisti filopalestinesi che rimproveravano l’azienda tedesca di pensare solo al proprio tornaconto dimenticando le famiglie palestinesi.

LINK PER APPROFONDIMENTI

  • Per i suoi 25 anni, Google ha creato una campagna che colpisce l’emotività

In occasione del suo 25° anniversario, Google ha pubblicato il video emozionale Year in Search che sta facendo il giro del web.

Per casa Google è stato un anno davvero speciale, quello dei suoi primi 25 anni di attività, ecco perché sono state tante le iniziative che hanno costellato questi ultimi mesi.

Ora che il 2023 volge al termine, Google ha voluto ripercorrere anche le tendenze di ricerca più popolari nel quarto di secolo appena trascorso. E lo ha fatto con un video in cui, ciascun utente riesce a immedesimarsi e- perché no- anche a commuoversi.

Tanto per citare alcune di queste tendenze, il calcio è emerso come lo sport più cercato al mondo e un calciatore, Cristiano Ronaldo, è stato l’atleta più famoso, dando prova di una passione che non conosce confini. Ma nel video si vede anche la consacrazione di Taylor Swift come musicista e come personaggio influente. E ancora i Beatles, Leonardo da Vinci ecc…

Non solo personaggi ma anche momenti: how to help people è stata la ricerca più popolare nella sezione di riferimento. L’universalità del tema dell’amore, poi, ha fatto sì che l’emoji più cercata di tutte fosse quella del cuore.

LINK PER VEDERE LA CAMPAGNA COMPLETA

  • Colgate ha realizzato una campagna che ci insegna l’unicità di ogni sorriso

Nessun sorriso è perfetto, ma è nell’unicità di ognuno che risiede la vera bellezza, ecco perché è importante mostrarlo con fierezza. E’ questo il principale obiettivo della campagna Colgate #FreeYourSmile on air già da ottobre nelle principali città asiatiche.

Realizzarla ha richiesto di modificare lo stesso logo di Colgate: al suo posto, sulle affissioni e nelle installazioni digitali sono comparsi i sorrisi di chi indossa l’apparecchio, di chi presenta uno spazio molto accentuato tra i due incisivi superiori o delle gengive molto evidenti. Si tratta di denti in salute, nonostante non corrispondano ai canoni estetici moderni.

La campagna incentrata sull’accettazione di sé, va comunque oltre: grazie a un apposito tool, lo “Smile Generator”, chiunque lo desideri può trasformare il proprio SMILE nel nuovo sorriso stilizzato di Colgate e utilizzare il “Colgate smile” ottenuto per condividere contenuti su Instagram e su TikTok con l’hashtag #FreeYourSmile.

Inoltre, grazie alle collaborazioni con gli influencer, si è affrontata pubblicamente la problematica dello “smile shaming” e di come superarla.

La necessità nasce dal fatto che essere derisi per via della conformazione del proprio sorriso è esperienza comune nei paesi dell’Asia Pacifica.

Secondo una ricerca effettuata nel 2023 dalla stessa azienda, almeno due individui su cinque sono stati vittima di “smile shaming” con inevitabili ripercussioni sul benessere psicofisico delle persone.

Del resto Colgate, con #FreeYourSmile non fa che ribadire il proprio posizionamento e la propria missione nel campo della dental care, ottimo esempio di #geopoliticalbranding.

LINK PER #FREEYOURSMILE

 

Articoli correlati

Alessandro Micale
Alessandro Micale