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Meglio tardi che mai. Il giusto match fra business ed etica?

Ad un anno dall’invasione dell’Ucraina, Tinder dice addio alla Russia.

La popolare app di incontri ha annunciato che lascerà il mercato russo entro il 30 giugno, a più di un anno dall’inizio del conflitto che ha visto il Cremlino invadere il territorio ucraino. La decisione è stata spiegata dalla società proprietaria di Tinder, Match Group, che ha dichiarato di essere “impegnata a proteggere i diritti umani”. Nel corso dello scorso anno, molti altri brand occidentali hanno tagliato i ponti con la Russia a seguito dell’invasione. McDonald’s, Coca-Cola, Starbucks e Heineken sono stati tra i primi, prendendo posizione a pochi mesi dal 24 febbraio scorso.

La scelta di Tinder, giudicata da molti come corretta anche se nettamente in ritardo, vuole essere una dimostrazione della responsabilità sociale dei brand e della loro influenza sul mondo. È importante che i brand scelgano di prendere una posizione su questioni etiche e politiche e agiscano di conseguenza.

Come già successo in passato, la presa di posizione di Tinder riapre il dibattito più ampio sul ruolo dei brand nella politica. Molti sostengono che i brand debbano mantenere una neutralità politica e non interferire negli affari degli Stati, mentre altri, team di DEA compreso, credono che i brand abbiano una responsabilità sociale e debbano prendere una posizione.

Che ne pensate della scelta di Tinder?

È una scelta etica o una perdita di opportunità? Fateci sapere la vostra opinione nei commenti!

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