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Quando le aziende ringraziano: tra ricordi, dediche e prese di posizione

Qualche giorno fa, sfogliando i quotidiani nazionali, abbiamo notato che in memoria di Michela Murgia Einaudi aveva dedicato una pagina de La Lettura, del Corriere della Sera.

Poche parole ma incisive che raccontavano la devozione nei confronti di una scrittrice che ha cercato di sovvertire il presente con la forza delle proprie idee.

Questa pagina è stata per noi l’occasione per riflettere sull’utilità e sul significato di queste azioni.

A metà strada fra il necrologio, l’omaggio, la pubblicità possono essere definite autentiche comunicazioni istituzionali che ti dicono da quale parte, anche politicamente parlando, ci si trova.

Perché se Einaudi ha scelto di omaggiare la Murgia, probabilmente non è solo per ringraziarla dei Premi vinti insieme, ma è un modo per dire “ Io la penso come te, sostengo il tuo pensiero.

Michela Murgia, infatti, seppur “fedele” a Einaudi ha collaborato anche con altre case editrici, come Mondadori che ha ringraziato l’autrice in maniera molto più discreta.

Oggi parliamo di letteratura ma è un fenomeno che avviene spesso. Ricordate quando Missoni, dopo il Festival di Sanremo, aveva ringraziato Lazza per la gentilezza e l’educazione manifestata durante le serate, riconoscendosi come brand nell’atteggiamento del cantante? E ancora, Armando Testa che ringraziava Berlusconi dopo la scomparsa, o l’imprenditore Lupo Rattazzi che, acquistando una pagina su La Stampa ha dedicato un pensiero all’ormai ex premier Draghi.

Ora diteci, cosa ne pensate?

Avete mai letto un “Pubblilogio”?

(Sì, ci prendiamo la licenza di giocare con i neologismi!:)

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